Che non si spezzi mai la catena della solidarietà
C’è un mondo sotterraneo che si muove, mai pago, mai stanco. Un mondo di bontà, di impegno, di mani tese, di buone parole, di abbracci e di sorrisi. E’ il mondo della solidarietà e del volontariato che agisce e costruisce nel silenzio.
Senza grandi clamori, con semplicità, nello stile adatto a chi dona senza chiedere niente in cambio, da dieci anni a questa parte il Premio della Solidarietà mette in luce il lavoro di tanti uomini e donne di buona volontà. Partita da Gallio nel 1999, l’iniziativa si è propagata come un’onda toccando tutte le rive dell’Altopiano. Nelle chiese degli Otto Comuni, nel sabato successivo alla festa dell’Immacolata, si sono susseguiti degli incontri speciali che ci hanno mostrato i tanti volti della solidarietà, linfa vitale che risana da dentro la nostra società, cuore pulsante e inarrestabile. Raccontare le storie di chi in tanti modi, in famiglia, nel proprio paese o in terre lontane, si è fatto prossimo, mettendo a disposizione sé stesso, il proprio tempo e le proprie capacità per portare aiuto, sollievo e un po’ di luce a chi vive i giorni bui e tristi della sofferenza e della povertà, ha come scopo principale il portare a galla un lavoro spesso anonimo, ma prezioso e impagabile. Farlo conoscere affinché sia esempio e stimolo al diffondersi di uno speciale stile di vita contraddistinto dal donare con generosità e gratuità.
Le testimonianze presentate in questi dieci anni, in serate ricche di emozione e commozione che ho avuto l’onore e il piacere di presentare, portano tutte lo stesso messaggio: c’è più gioia nel dare che nel ricevere! Alcune caratteristiche accomunano le persone che ce le hanno raccontate: la semplicità, l’umiltà, la convinzione di non aver fatto niente di speciale.
Bella cosa questo Premio della solidarietà che è oggi organizzato dai Comuni dell’Altopiano insieme alla Comunità Montana e per la cui realizzazione si deve ringraziare la Banca Popolare di Vicenza, da sempre partner sensibile dell’iniziativa. Un grazie va ai Parroci dell’Altopiano che insieme agli assessori comunali ai Servizi Sociali, in primis l’entusiasta coordinatore Wimer Baù, hanno avuto il difficile compito di scegliere, tra tanti casi meritevoli, i vincitori di queste dieci edizioni.
Ma il grazie più grande e sincero è sempre dovuto a tutti i volontari, e sono davvero tanti, che in vari campi, in tutto l’Altopiano, nel silenzio e nell’anonimato, alimentano ogni giorno il flusso benefico della solidarietà.
Stefania Longhini
Direttore de “L’Altopiano”
La foto è tratta dal sito www.disabili.com