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I legnari del Ciano Majona

  • 02 Dicembre 2025
  • Attualità
  • Di Redazione

Racconti di vita montanara

di Lucio Spagnolo

C'era una stagione, quella che precede l'inverno, quella in cui le giornate si accorciano e i tramonti si fanno rossi nel cielo. c'era una stagione in cui, da sempre, in montagna era necessario prepararsi e avere le provviste pronte per l'inverno. Le cantine fresche, le "cáneve" in terra battuta, raccoglievano sacchi di patate, cassette di rosse carote e cesti di cipolle. In un angolo un vecchio mastello pieno di crauti tagliati sottili e sposati con la giusta dose di sale... saranno buoni fino a primavera! Ma c'era un'altra importante riserva che ogni persona, in montagna, doveva preparare in autunno: la legna da bruciare durante l'inverno.

La legna che veniva posta nei legnari, accatastando i ciocchi tagliati nel bosco e sezionati con cura per sistemarli poi, uno per uno, in una costruzione impegnativa e artistica, colorata con le sfumature di un mosaico, che profumava di resina e di scorza. Da sempre, fin da quando io ero ragazzo e la corriera mi portava ad Asiago al liceo, entrando ad Asiago dalla Gaiga, sulla sinistra vicino a quella che allora era la grande fabbrica dove si produceva un noto liquore con le bacche del ginepro, un gin montanaro che piaceva e ancora piace, là vicino c'è una casa che si adorna di fiori d'estate ma d'autunno là, ci sono da sempre i legnari del Majona.

Chi ci passa spesso vedrà arrivare in estate la legna che sarà posta nel cortiletto davanti casa. Qualche giorno dopo, passando, potremmo vedere Ciano che, con la motosega, seziona uno ad uno, tutti alla stessa lunghezza, i tronchi di faggio, del "fagaro". Il giorno dopo, o i giorni dopo, ci sarà lavoro da fare, lavoro che una volta veniva fatto con una grossa scure che spezzava i tronchi su un ceppo di abete "el soco" e oggi si fa con lo spaccalegna; e allora la fatica di un tempo lascia il posto a un impegno quasi allegro, gioioso!

Uno dopo l'altro i grossi ciocchi rotondi vengono ridotti in parti più piccole "le stele" e poi, una alla volta, una sull'altra, con arte e maestría, quasi a comporre un immaginario muro a secco, ecco che, fila dopo fila, nasce "el legnaro". All'aria e al sole quella legna potrà asciugarsi, pronta per riscaldare la casa nei mesi d'inverno.

Una grande riserva di calore che, col fuoco, porterà anche il "calore umano" in ogni casa, scalderà non solo stanze, camere e corridoi, ma anche i cuori delle persone che, sedute davanti al fuoco, potranno raccontarsi cose belle. Tutto questo potreste vedere, tutto questo, se osservate qua è là e ascoltate nel silenzio dei cortili dei nostri paesi, tutto ciò potranno raccontarvi i nostri "legnari".

E all'entrata di Asiago, el "legnaro del Majona". Alle porte di Asiago, per asiaghesi, altopianesi e turisti, una piccola opera d'arte che prosegue nel tempo e scalda i cuori di quella che fu una numerosa famiglia. Anche oggi, el legnaro del Ciano Majona...come tanti anni fa. 

Testo e foto tratti dal profilo Facebook di Lucio Spagnolo




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