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Gianni, il pittore di Lusiana e... molto altro ancora

  • 11 Febbraio 2021
  • Personaggi
  • Di Redazione

Di Mariano Meneghini

Dovessimo immaginare qualcuno con caratteristiche tali da poter essere definito personaggio, nessuno più di Gianni Passuello ha peculiarità tali per essere calato nella parte.
Entrai in contatto con lui grazie alla moglie Concetta con la quale una ventina di anni fa circa collaboravo. Gestivo un ristorante ed ero alla ricerca di un'artista del quale esporre le opere in occasione di una serata gastronomica, denominata, per l'appunto, "A cena con l'artista".
"Mio marito - mi disse Concetta - dipinge e a detta di tutti è bravissimo". Detto, fatto.
La serata andò benissimo e in quell'occasione conobbi personalmente Gianni che vive proprio in centro al paese di Lusiana; la sua casa fu anche la sede della prima banca aperta nel comune dal padre Romolo Passuello. Dove ora si trova la cucina era sistemato l'ufficio del direttore e nell'attuale salotto si trovavano gli sportelli aperti al pubblico. Gianni ha quasi sempre vissuto in quel bellissimo palazzo, davanti al quale tutti passiamo per andare da Lusiana a Conco. Transitando in auto lo troviamo sulla sinistra, proprio di fronte alla piccola chiesetta votiva. Il palazzo è vincolato alle Belle Arti e sembra che vi abbia trovato ospitalità anche Ernest Hemingway quando, nel corso della prima guerra mondiale, alla guida della sua ambulanza, raccoglieva i feriti di guerra. Fu anche, sempre nel corso del primo grande scontro bellico, sede di una scuola militare per ufficiali inglesi ed anche indirizzo del comando del quattordicesimo corpo d'armata dell'esercito italiano. Gianni è figlio unico, nato nel 1949, e fino agli otto anni ha vissuto nella storica abitazione di Vitarolo dalla quale la famiglia si è trasferita per avvicinarsi al centro. La predisposizione verso le varie forme artistiche si è manifestata in Gianni sin dalla tenera età. Dal disegno alla pittura passando per la fotografia. Alcune fragilità caratteriali non gli hanno impedito di sposare una donna bellissima e di contribuire a procreare due gemelli rivelatisi entrambi decisamente in gamba. Disegnare lo appassionava e il suo professore d'arte delle medie, Ulisse Ronzani, assieme ad un secondo docente, Mario Ronzani, lo incoraggiarono moltissimo in quella direzione. I professori gli insegnarono le prime tecniche pittoriche potenziando la sua creatività. Un'altra persona importante nella vita di Gianni è stato il dottor Mario Tito, lo spronava quotidianamente a dipingere e gli dava la motivazione per apprendere sempre più. La gran parte della produzione di Passuello veniva appesa nei muri della casa del medico, testimonianza del rapporto stretto che legava i due. Gianni ha frequentato la scuola d'arte Zanella di Vicenza con passione propositiva, ha imparato a gestire i colori ad olio, gli unici che utilizza, in seguito i soggetti (sempre e solo nature morte!). Una bottiglia, due mele, qualche fiore bastano come ispirazione, tutto viene creato direttamente sulle tele senza disegni preparatori. Nella sua mente è tutto chiaro e nella penombra del soggiorno, davanti al cavalletto, l'opera cresce e si sviluppa. Dipingere lo ha aiutato a sopportare la vita, a scaricare le potenti ansie che a volte lo colpivano, impedendogli anche di continuare il suo lavoro di bancario. Più di mille i quadri prodotti nel corso della sua carriera; quando lo zio titolare dell'albergo Diana lo chiamò da ragazzo per aiutare in sala, Gianni frequentemente si assentava per dipingere. Alla fine della stagione, quando si è trattato di percepire la paga, il congiunto gli disse: "Hai fatto troppi quadri Gianni, la paga è scarsa". Diciamo che la famiglia Passuello ha consentito a Gianni di non avere da adulto problemi economici, questo gli ha permesso uno stile di vita non propriamente alla portata di tutti. Passuello è sempre elegantissimo, completi e spezzati di sartoria sono gli unici abiti che lo fanno stare bene. I tessuti li comprava in giro a negozi. Il brand preferito? Senza dubbio Ermenegildo Zegna. Scovava i modelli che gli piacevano nelle riviste di moda e li portava al sarto che cercava di riprodurli come lui desiderava. Per anni due volte la settimana si è recato da Sergio, lo storico barbiere del paese, per lavare e pettinare i capelli. Le scarpe solo su misura, certo se lo poteva permettere ma era ed è ancora in grado di apprezzare le cose belle in tutte le loro forme. Un'altra grande passione è stata la fotografia, molte le mostre che lo hanno visto protagonista, diversi i premi vinti in questo settore. I soggetti delle sue foto sempre presi dal territorio che ama profondamente, dal quale non si è mai allontanato per dipingere o fotografare. Non da meno la passione per le penne stilografiche, gli orologi, i portafogli in pelle, i mobili antichi, i soldatini di piombo forgiati a mano e chi più ne ha più ne metta. Un vulcanico amante dell'arte in ogni sua manifestazione. Un paio d'anni fa Gianni è stato male, pareva non ce la facesse. Concetta lo ha accudito con amore e pazienza, lui ha superato il grave problema anche se gli ha purtroppo lasciato uno strascico terribile: le mani ora hanno potenzialità diverse. Punizione durissima per uno come lui così vincolato, per la propria esistenza, ad esprimersi con il colore sulla tela.
Troverà sicuramente un'altra forma d'arte che gli permetta di esprimersi; magari si occuperà un po'di più della banda cittadina della quale è presidente onorario avendo contribuito a rifondarla, oppure proverà a ripristinare il club Ferrari il cui raduno da lui organizzato in quel di Lusiana negli anni ottanta ancora fa parlare le persone. Personalmennte aveva scritto al "Drake" Ferrari, gli interessava aprire un club nel suo paese dedicato alla rossa di Maranello. Anche quella volta... detto fatto! Che uomo Gianni Passuello, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

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