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Ritrovato il 'Lungo Giorgio', il cannone usato per bombardare Asiago nel 1916

  • 16 Ottobre 2025
  • Attualità
  • Di Adriano Cappellari

Si trova sotterrato in provincia di Treviso

Un ritrovamento storico di grande rilevanza per la memoria della Prima Guerra Mondiale che ha riportato alla luce un imponente pezzo d'artiglieria austro-ungarico, il cannone navale Skoda da 98 tonnellate soprannominato "Il Lungo Giorgio", utilizzato nel 1916 per colpire il centro di comando italiano di Asiago. La notizia che ha fatto sobbalzare gli appassionati di storia della Grande Guerra viene data da iltquotidiano.it.

L'arma, capace di lanciare granate del peso di 700 chilogrammi a oltre venti chilometri di distanza, era stata posizionata a Calceranica al Lago, nel tentativo di piegare la resistenza italiana nel cuore dell'Altopiano.

La potenza di fuoco di questo cannone era tale da costringere i serventi a suonare una sirena prima di ogni colpo, avvisando gli abitanti di aprire le finestre per evitare danni dall'onda d'urto. La Strafexpedition austro-ungarica puntava proprio su Asiago come nodo strategico della catena di comando italiana, e il "Lange Georg" era l'arma designata per rendere meno efficace la risposta delle truppe italiane.

La sua storia, però, non si esaurisce nell'Altopiano, l'arma fu infatti trasferita prima a Opicina, sul Carso, e poi a Gorgo del Monticano, vicino a Oderzo, per attività belliche sul fronte lagunare e nella pianura trevigiana.

Dopo la fine della guerra, il destino del cannone era caduto nell'oblio, nonostante la sua mole imponente. La svolta è arrivata grazie alla passione e alla caparbietà di due ricercatori veneti, Danilo Pellegrini e Luciano Chiereghin, che, analizzando documentazione militare austriaca e immagini satellitari, sono riusciti a circoscrivere il luogo in cui l'arma giaceva, sepolta dal fango provocato dall'allagamento delle truppe in ritirata. Le successive verifiche tecniche hanno confermato la presenza dell'imponente massa metallica.

La notizia del ritrovamento è stata tempestivamente comunicata alle autorità civili e militari. Lo Stato Maggiore dell'Esercito ha manifestato interesse, prevedendo una riunione di coordinamento per valutare il recupero e la valorizzazione del cannone, unico esemplare noto a oggi ancora esistente. Pellegrini e Chiereghin confidano che l'arma possa trovare una collocazione che renda omaggio ai tragici eventi che segnarono anche l'Altopiano, restituendo ai cittadini e alla storia un pezzo concreto della memoria bellica del territorio.  

Il "Lange Georg", originariamente progettato come armamento navale, testimonia non solo l'ingegneria militare dell'epoca ma anche la drammatica vicinanza della guerra a centri come Asiago, che furono messi alla portata diretta di una delle più micidiali armi d'assedio mai costruite. La sua storia è un monito e una memoria concreta della potenza distruttiva che toccò anche le terre venete durante la Grande Guerra.




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Adriano Cappellari





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