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L'ultimo abbraccio a Kappe

  • 23 Novembre 2021
  • Cronaca
  • Di Stefania Longhini

Oggi pomeriggio a Foza le esequie del giovane scomparso tragicamente

Un migliaio di persone, provenienti da tutto l'Altopiano, si sono riunite oggi a Foza per l'ultimo saluto ad Andrea Cappellari, il giovane di 21 anni che venerdì pomeriggio ha perso tragicamente la vita tra i prati e i boschi vicino a casa in Val Piana, a Foza, mentre, da solo, si occupava della sistemazione di alcuni tronchi di legname. Tantissimi soprattutto i giovani che si sono stretti intorno alla famiglia Cappellari tra cui i compagni di lavoro, gli amici, la squadra degli Asiago Black out, tutti con la maglia sulle spalle, e quelli dell'Associazione Calcio 7 Comuni dove invece gioca Nicola, fratello di Andrea.  La chiesa di Foza non ha potuto contenere tutti.

"Ci troviamo deboli, inermi, fragili con un sacco di domande per la testa - ha detto in apertura della Messa il parroco dell'Unità pastorale di Gallio, Foza e Stoccareddo don Federico Zago che ha celebrato le esequie. Accanto a lui anche altri sacerdoti dell'Altopiano.
"Non avremmo mai voluto essere qui oggi. C'è una comunità nel dolore e nelle lacrime - ha sottolineato poi il celebrante nel l'omelia - ci sentiamo persi come in un vortice che ti schiaccia a terra. Un'unica parola da venerdì sera ci martella in testa:perché? Ora il silenzio, le lacrime, la preghiera  sono gli atteggiamenti giusti per sopportare il peso di questa morte improvvisa".

Poi il ricordo di Andrea: "Era in cammino per costruire il suo futuro di gioia. Troppo giovane, troppo vivo, troppo sorridente, troppo affezionato agli amici e generoso. Andrea era un cercatore, un ragazzo in gamba, un figlio, fratello e amico speciale. Era un buono, sempre vicino a chi aveva bisogno, con il suo sorriso e la sua amicizia. Aveva una sensibilità formidabile. Questo ho sentito raccontare da tutti in questi giorni".

Don Federico si è poi rivolto ai genitori di Andrea, Graziella e Lorenzo, al fratello Nicola e alla sua fidanza Beatrice: "Continuate a custodire dentro di voi l'amore e la stima per la vita. Abbiamo bisogno della vostra testimonianza. Il ricordo di vostro figlio e della sua giovinezza esuberante e gioiosa vi spinga a rinnovare la fede in Dio e la speranza nella vita".

Al termine della celebrazione, il momento dei saluti degli amici al loro amato Kappe e, soprattutto, quello della sua Beatrice, letto tra le lacrime con infinito amore. "C'è un vuoto straziante, troppo tenebroso per il mio poco coraggio. Ho perso ciò che mi è più caro, perdendo una parte di me. Accuso il destino perché non saprei a chi altro rivolgermi. Ti ringrazio di esserti preso cura di me, di essere stato gentile, simpatico e semplicemente bravo. Ti ringrazio di avermi voluto così tanto bene. Non potrei sentirmi più grata di custodire un tesoro così prezioso. Ti verrò a cercare e ti troverò, spero non a tagliare legna senno la prima cosa che farei sarebbe rimproverati.  Prenditi cura di noi anime spezzate. Mi mancherai per sempre, come mancherai a tutte le persone che ti hanno amato in questa vita".

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Autore

Stefania Longhini

Stefania Longhini, giornalista pubblicista (iscritta all'Ordine dei giornalisti del Veneto dal 1996). Tra i fondatori de l'Altopiano e direttore di questo quindicinale dal gennaio 2003. Ha una lunga esperienza nel campo giornalistico, grazie alla collaborazione, nel tempo, con varie testate sia della carta stampata (La Difesa del Popolo, Il Gazzettino, La Piazza dell'Altopiano, Asiago ieri oggi domani, Il Giornale di Vicenza), che radiofoniche (Radio Comunità Cristiana Altopiano, Radio Asiago, Radio Sette), che televisive (corrispondente dall'Altopiano per Tva Vicenza dal 96 al 2004).





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