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Enego, il lascito della Monte Lisser alla Pro Loco

  • 28 Marzo 2026
  • Attualità
  • Di Redazione

Consegnati oltre 77 mila euro

C'è un momento in cui una storia si chiude e, nello stesso istante, trova il modo di continuare. È quanto accaduto questa mattina nella sala consiliare del Comune di Enego, dove l'ex associazione Monte Lisser ha consegnato ufficialmente il proprio patrimonio alla Pro Loco del paese, trasformando la fine di un'esperienza in un nuovo impegno per tutta la comunità. Un gesto carico di significato, che racchiude vent'anni di volontariato, servizio e dedizione.

La Monte Lisser, infatti, ha rappresentato fino al 2023 una realtà unica, capace di garantire assistenza sanitaria e servizio di emergenza in un territorio complesso, diventando un punto di riferimento non solo per Enego ma per l'intero comprensorio. Una presenza silenziosa ma fondamentale, fatta di turni, formazione, sacrifici e, soprattutto, di persone. Oggi, quell'esperienza si affida al futuro attraverso un assegno di 77.613,68 euro, consegnato simbolicamente alla Pro Loco, con un obiettivo preciso, restituire al paese ciò che il paese stesso aveva contribuito a costruire.

Ad aprire la cerimonia è stato il presidente della Pro Loco, Fulvio Caregnato, che  ha voluto innanzitutto esprimere un sentito ringraziamento alla Monte Lisser per il lavoro svolto negli anni, sottolineando come il contributo ricevuto non sia destinato semplicemente all'associazione, ma all'intero paese. Ha inoltre rassicurato la cittadinanza sulla gestione delle risorse, i fondi saranno custoditi in un conto separato e ogni utilizzo verrà valutato con attenzione e condiviso, anche con il coinvolgimento dell'ex presidente Faccin.

"Non saranno impiegati per feste - ha precisato - ma per progetti specifici a beneficio della comunità". Un messaggio di trasparenza, accompagnato dall'invito ai cittadini a rivolgersi direttamente alla Pro Loco per qualsiasi dubbio o chiarimento.

Nel suo intervento, l'ex presidente dell'ODV Monte Lisser, Maurizio Faccin ha ripercorso le motivazioni che hanno portato a questa scelta, evidenziando come la normativa imponesse la destinazione del patrimonio a un'associazione iscritta al Runts.

"La nostra volontà - ha spiegato - era che questi soldi restassero a Enego. Se la Pro Loco non avesse accettato, sarebbero finiti a realtà lontane dal paese". Faccin ha poi tracciato un bilancio dei vent'anni di attività della Monte Lisser, definendola una storia fatta di impegno, competenza e dedizione al prossimo. Nelle settimane precedenti erano già state donate attrezzature mediche a diverse realtà del territorio, tra cui il soccorso alpino, il Centro Fondo Enego-Marcesina, un'impresa di Enego e il medico di base locale, mentre l'ambulanza è stata riconvertita in mezzo veterinario, continuando così a svolgere un servizio utile.

Nel suo intervento, il sindaco Marco Frison ha parlato di un percorso difficile, dei tentativi di rilancio tra il 2022 e il 2023 e delle difficoltà concrete che una piccola comunità si trova ad affrontare. «I numeri non mentono», ha osservato, ricordando come, in un paese di circa 1500 abitanti con una popolazione sempre più anziana, mantenere un servizio di emergenza attivo 24 ore su 24 sia diventato insostenibile.

Eppure, più che una sconfitta, ha invitato a leggere questo momento come la testimonianza di ciò che è stato possibile costruire, un modello straordinario, capace di garantire per anni un servizio essenziale grazie al volontariato. A ricordare le difficoltà crescenti è stato anche Gianluca Frison, storico presidente dell'associazione per due decenni, che ha evidenziato il peso delle responsabilità, dei percorsi formativi sempre più impegnativi e della burocrazia, fattori che hanno reso più difficile l'ingresso di nuovi volontari.

Nel corso della cerimonia, gli ex soccorritori hanno voluto omaggiare proprio Gianluca Frison e Maurizio Faccin con due cesti, in segno di riconoscenza per il loro impegno e la guida offerta negli anni, soprattutto nei momenti più complessi. Particolarmente significativo anche l'intervento del parroco Don Roberto Balzan, che ha paragonato la chiusura della Monte Lisser all'apertura di un "testamento" lasciato alla comunità. Un'eredità fatta non solo di risorse economiche, ma di valori e responsabilità: "Un tesoro che deve continuare a vivere, essere coltivato e fatto fiorire".  

Enego saluta così una delle sue realtà più importanti, con un velo di nostalgia ma anche con la consapevolezza che ciò che è stato costruito non si perde. Cambia forma, si trasforma, ma continua a vivere nelle scelte, nei progetti e nello spirito di una comunità che, ancora una volta, ha saputo guardare avanti senza dimenticare il proprio passato.




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